LA CITTA’ CHE CAMBIA


Intendiamo analizzare e approfondire il legame esistente tra il commercio, la sua valorizzazione e le sue evoluzioni, e la rigenerazione urbana attraverso i modelli di Distretti del Commercio. Lo scopo principale del Distretto è quello di incentivare il commercio, da intendere come elemento trainante delle promozioni del territorio, anche in ottica turistica. E’ quindi un vero e proprio polo attrattore i cui benefici si estendono dall’ambito commerciale ad altri ambiti connessi con la qualità della vita contadina. I Distretti del Commercio sono la forma più innovativa di organizzazione e gestione pubblica/privata delle realtà urbane e riconoscono il ruolo del commercio come fattore strategico di sviluppo economico e crescita sociale del territorio. Un partenariato composto dalle Amministrazioni Comunali e dall’Associazione Commercianti più rappresentativa con ruolo di coordinamento, espressione e sostegno alle piccole attività commerciali locali è la chiave di volta per preservare il commercio di prossimità e salvaguardare la vita stessa dei centri urbani di piccola e media dimensione. Il Distretto del Commercio è un’area con caratteristiche omogenee per la quale i soggetti privati e pubblici propongono interventi di gestione integrata nell’interesse comune dello sviluppo economico, sociale, culturale e di valorizzazione ambientale del contesto urbano e territoriale di riferimento

I distretti del commercio si fondano sul principio di collaborazione tra pubblico e privato per realizzare progetti che richiedono competenze, risorse e capacità che entrambi i settori possono offrire. Quando ben strutturati, i partenariati pubblico-privati possono portare a risultati significativi anche in altri ambiti, come le infrastrutture e i servizi pubblici, che a loro volta contribuiscono all’innovazione urbana e allo sviluppo economico.

Esempi di Partenariato Pubblico-Privato particolarmente efficaci:

  • Porta Nuova (Milano, Italia): Il progetto di rigenerazione urbana di Porta Nuova a Milano è uno degli esempi più noti di PPP in Italia. La trasformazione di un’area degradata in un moderno quartiere commerciale e residenziale è stata realizzata grazie a una partnership tra il Comune di Milano e investitori privati, tra cui Hines Italia e Coima. Questo progetto ha ridefinito il paesaggio urbano di Milano, creando nuovi spazi pubblici, uffici, residenze e servizi.
  • King’s Cross Redevelopment (Londra, Regno Unito): Un altro esempio importante è la riqualificazione dell’area di King’s Cross a Londra, un progetto che ha trasformato un’area industriale dismessa in un quartiere moderno e vivace. La partnership tra il governo locale e aziende private ha portato alla creazione di nuove abitazioni, spazi verdi, uffici e centri culturali, migliorando la qualità della vita nell’area.
  • Barcellona Smart City (Spagna): Barcellona è un esempio di successo nell’implementazione di tecnologie smart attraverso PPP. La città ha collaborato con diverse aziende tecnologiche per sviluppare soluzioni innovative in ambito di mobilità, gestione dei rifiuti, illuminazione pubblica e servizi al cittadino. Questi progetti hanno migliorato l’efficienza e la sostenibilità della città, rendendola un punto di riferimento mondiale per le smart cities.
  • Amsterdam Smart City (Paesi Bassi): Amsterdam ha avviato diversi progetti PPP per trasformarsi in una smart city. Collaborazioni con aziende private come Cisco, Philips, e IBM hanno portato all’implementazione di tecnologie avanzate per la gestione energetica, la mobilità urbana e la sicurezza, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei cittadini e la sostenibilità ambientale.

Questi esempi dimostrano che i Partenariati Pubblico-Privati (PPP) possono essere estremamente efficaci quando vi è una chiara visione comune, una solida governance, e una condivisione equa dei rischi e dei benefici tra le parti coinvolte.

I PPP possono integrarsi efficacemente con i Piani Urbani della Mobilità (PUL) delle città, contribuendo a realizzare gli obiettivi di mobilità sostenibile, efficienza dei trasporti, e miglioramento della qualità della vita urbana. Tale integrazione si basa su alcuni pilastri:

1. Finanziamento e Realizzazione di Infrastrutture

  • Sviluppo di Reti di Trasporto: I PPP possono essere utilizzati per finanziare e realizzare infrastrutture di trasporto previste nei PUL, come nuove linee metropolitane, tramvie, stazioni ferroviarie, parcheggi intermodali, e piste ciclabili. Il settore privato può fornire capitale, competenze tecniche e know-how gestionale, mentre il settore pubblico definisce le priorità e garantisce che i progetti siano allineati con gli obiettivi del PUL. Ad esempio, la M4 di Milano è stata realizzata tramite un PPP, integrandosi con il PUL della città che prevedeva l’espansione della rete metropolitana per ridurre la congestione stradale e migliorare la mobilità sostenibile.

2. Gestione e Manutenzione

  • Efficienza Operativa: Una volta realizzate, le infrastrutture di trasporto possono essere gestite attraverso PPP. Le aziende private possono gestire l’operatività quotidiana, la manutenzione e l’aggiornamento tecnologico delle infrastrutture, garantendo un servizio efficiente e continuo. Questo permette ai comuni di concentrare le risorse pubbliche su altre aree critiche del PUL. In molte città europee, come Londra, la gestione delle linee ferroviarie suburbane è affidata a operatori privati tramite concessioni pubbliche, integrandosi perfettamente con i piani di mobilità urbana.

3. Innovazione Tecnologica e Smart Mobility

  • Tecnologie per la Mobilità Intelligente: I PPP possono accelerare l’adozione di tecnologie innovative per la gestione della mobilità urbana, come sistemi di gestione del traffico, parcheggi intelligenti, car sharing, bike sharing, e piattaforme di mobilità integrata. Queste soluzioni, spesso previste nei PUL, richiedono investimenti significativi e competenze che il settore privato è in grado di offrire. Ad esempio, Barcellona ha utilizzato PPP per implementare un sistema avanzato di gestione del traffico che include sensori e tecnologie IoT per monitorare in tempo reale il flusso dei veicoli e ottimizzare la circolazione, integrandosi con il PUL della città che punta a ridurre l’inquinamento e migliorare la mobilità.

4. Sviluppo e Riqualificazione di Aree Urbane

  • Integrazione Territoriale: I PPP possono supportare la realizzazione di progetti di riqualificazione urbana previsti dai PUL, creando nuovi spazi per la mobilità sostenibile, come hub intermodali, zone pedonali e aree verdi. La collaborazione pubblico-privato può garantire che tali progetti siano economicamente sostenibili e attraenti per gli investitori, oltre che allineati con gli obiettivi di mobilità. Ad esempio, il progetto di riqualificazione dell’area Porta Nuova a Milano è stato realizzato attraverso un PPP che ha integrato spazi pubblici, piste ciclabili, e percorsi pedonali, migliorando la mobilità sostenibile in linea con il PUL della città.

5. Promozione e Sensibilizzazione

  • Campagne di Mobilità Sostenibile: I PPP possono anche essere utilizzati per sviluppare campagne di sensibilizzazione e promozione della mobilità sostenibile, un aspetto chiave dei PUL. Le aziende private possono collaborare con le amministrazioni locali per promuovere l’uso di mezzi pubblici, il car sharing, e la mobilità dolce (come il ciclismo e il camminare), attraverso iniziative di marketing e programmi di responsabilità sociale. In molte città italiane, come Bologna, le partnership tra aziende di trasporto pubblico e aziende private hanno promosso l’uso di mezzi di trasporto sostenibili attraverso sconti, eventi e campagne pubblicitarie, supportando gli obiettivi del PUL.

L’integrazione tra i PPP e i PUL è essenziale per realizzare progetti ambiziosi e sostenibili che migliorino la mobilità urbana. Attraverso una cooperazione ben pianificata e gestita, le città possono usufruire delle risorse e delle competenze del settore privato, garantendo al contempo che i progetti siano in linea con le priorità pubbliche e i piani di sviluppo a lungo termine.

Le attività commerciali, sia all’ingrosso che al dettaglio, possono giocare un ruolo fondamentale nella realizzazione degli obiettivi di sostenibilità delle città, in particolar modo innovando il processo di gestione della consegna delle merci per contribuire a ridurre l’inquinamento e il congestionamento del traffico cittadino.

La logistica dell’ultimo miglio si riferisce all’ultima fase del processo di consegna delle merci, quella in cui il prodotto viaggia dal centro di distribuzione o magazzino fino al cliente finale. È considerata una delle fasi più critiche e complesse della catena di approvvigionamento, poiché coinvolge la consegna diretta al cliente, spesso in contesti urbani con traffico congestionato, indirizzi difficili da raggiungere o un’ampia dispersione geografica. Nella predisposizione di un piano logistico vi sono diversi fattori da tenere in considerazione per poter ottenere risultati soddisfacenti sia per il distributore sia per il cliente. In primis occorre porre attenzione ai tempi di consegna, specialmente con la crescente domanda di consegne rapide come quelle in giornata o in 24 ore. Per migliorare l’efficienza, pertanto, molte aziende adottano tecnologie avanzate quali l’intelligenza artificiale e le piattaforme digitali per l’ottimizzazione dei percorsi.

Altro fattore cruciale è il costo: la logistica dell’ultimo miglio, infatti, rappresenta una delle voci di costo più significative per le aziende e richiede molte risorse per garantire consegne puntuali. Ulteriori sfide da affrontare sono il traffico urbano e le restrizioni di accesso ad alcune zone della città, solitamente i centri storici, che sempre più spesso spingono le aziende verso l’utilizzo di veicoli elettrici o biciclette per le consegne “green”.

Tenuto conto dei fattori fin qui esposti, è semplice dedurre quanto la logistica dell’ultimo miglio sia essenziale per la soddisfazione del cliente e possa influenzare notevolmente la percezione del servizio di un’azienda.

Nelle piccole città, la logistica dell’ultimo miglio presenta alcune peculiarità rispetto alle aree urbane maggiori. Sebbene le sfide siano diverse, ci sono anche opportunità specifiche legate alle caratteristiche di queste aree.

Nelle piccole città, il traffico è generalmente meno intenso rispetto alle grandi aree metropolitane. Questo può facilitare le consegne, riducendo i tempi di percorrenza e permettendo una maggiore puntualità nelle consegne. Inoltre, la disposizione delle abitazioni e delle strade è meno complessa e non occorre cercare rimedi alla mancanza di parcheggi o all’accesso a edifici con regolamenti specifici.

La possibilità di disporre di magazzini o punti di ritiro più vicini ai clienti finali consente di ridurre il tempo necessario per raggiungere il destinatario e permette una maggiore flessibilità nelle consegne, ancor di più in considerazione del fatto che i corrieri possono sviluppare relazioni personali con i clienti e annullare il rischio di mancata consegna o indirizzo errato.

Abbiamo analizzato fin qui i vantaggi di un sistema di logistica in una piccola città. Vi sono però anche delle sfide da affrontare. La densità abitativa inferiore in primis, che comporta meno consegne per viaggio e potrebbe far aumentare i costi per singola consegna nel caso in cui non si riesca a ottimizzare il carico del veicolo.

Considerate le brevi distanze, le piccole città, tra l’altro, permettono facilmente l’uso di mezzi di trasporto sostenibili ed economici, quali possono essere le biciclette elettriche. La presenza di punti di ritiro, inoltre, consente di ridurre i costi e aumentare la comodità per i clienti che possono ritirare i pacchi in orari più flessibili.

1. Poste Italiane e Punti di Consegna Locali

In Italia, Poste Italiane ha implementato un sistema di consegna che sfrutta punti di ritiro locali in piccoli centri abitati, spesso in collaborazione con negozi di quartiere, bar e tabaccherie. Questo modello ha avuto successo nelle aree meno urbanizzate perché riduce i tempi di consegna e consente ai clienti di ritirare i pacchi a orari più flessibili rispetto alle tradizionali consegne a domicilio.

2. DPD Pickup Points

La società di logistica DPD ha implementato una rete di punti di ritiro e consegna in molte piccole città europee. Questa rete permette ai clienti di ritirare e restituire i pacchi in punti convenienti, come negozi locali. Nelle piccole città, questi Pickup Points hanno avuto successo perché offrono una maggiore comodità e flessibilità rispetto alle consegne tradizionali, riducendo anche i costi di consegna per l’azienda.

3. Nacex in Spagna

Nacex, un’azienda di logistica in Spagna, ha implementato con successo un sistema di consegne nelle piccole città utilizzando una combinazione di veicoli leggeri e punti di ritiro locali. Hanno anche introdotto la possibilità per i clienti di programmare le consegne in finestre temporali molto precise, migliorando l’esperienza del cliente nelle aree meno servite dalle grandi catene logistiche.

4. Glovo in Piccole Città

Glovo, una piattaforma di consegna che ha iniziato con cibo e si è espansa a vari tipi di prodotti, ha adattato il suo modello di business alle piccole città. Qui, la capacità di offrire consegne rapide di prodotti locali, oltre alla flessibilità di ricevere articoli da negozi di quartiere, ha reso Glovo molto popolare. In queste aree, la logistica dell’ultimo miglio è diventata un punto di forza grazie all’utilizzo di motociclette e biciclette elettriche per le consegne rapide.

Questi esempi mostrano come diverse aziende hanno adattato le loro strategie di logistica dell’ultimo miglio per avere successo anche nelle piccole città, affrontando le sfide locali e sfruttando le opportunità offerte da queste aree.

Dopo aver affrontato la logistica dell’ultimo miglio nell’ottica del B2C, ossia della consegna da parte dell’azienda nei confronti del cliente finale, passiamo ad analizzare le opportunità per le aziende in un’ottica B2B, ossia per la consegna di prodotti da parte del grossista nei confronti del dettagliante. Vi sono diverse sperimentazioni innovative in tale settore, che mirano a migliorare l’efficienza, ridurre i costi e affrontare le sfide specifiche della consegna tra aziende. Ecco alcuni esempi di queste sperimentazioni:

1. Micro-Hub Urbani e Depositi Temporanei

Alcune aziende stanno sperimentando l’uso di micro-hub urbani o depositi temporanei nelle piccole città. Questi piccoli centri di distribuzione, spesso situati vicino alle zone commerciali, permettono di consolidare le spedizioni e ridurre i viaggi verso le aziende locali. Questo approccio è utile per le consegne frequenti tra fornitori e negozi o tra diverse sedi aziendali.

Un progetto di questo tipo è stato sperimentato a Lucca. In questa piccola città toscana, è stato avviato un progetto di micro-logistica urbana per migliorare le consegne nel centro storico. La città ha implementato l’uso di micro-hub logistici e veicoli elettrici per le consegne B2B, riducendo l’impatto ambientale e migliorando l’efficienza delle operazioni. Le aziende locali, inclusi ristoranti e negozi, beneficiano di un servizio di consegna più rapido e sostenibile.

2. Consegne con Veicoli Elettrici e Autonomi

La sperimentazione di veicoli elettrici, e in alcuni casi di veicoli autonomi, è in corso in diverse regioni, comprese le piccole città. Questi veicoli vengono utilizzati specialmente per trasportare merci tra magazzini e punti vendita o tra fornitori e produttori. Ad esempio, aziende come Starship Technologies e Nuro stanno testando veicoli autonomi per la logistica dell’ultimo miglio, riducendo i costi e migliorando la sostenibilità delle operazioni.

Enschede, nei Paesi Bassi, ha avviato un progetto di consegne sostenibili B2B utilizzando biciclette cargo elettriche per la distribuzione di merci tra le aziende locali. Questo approccio è stato molto efficace in un contesto di piccole città, dove le distanze sono relativamente brevi e l’accesso ai centri urbani è limitato per i veicoli tradizionali. Le biciclette cargo hanno permesso consegne rapide e a basso impatto ambientale.

3. Piattaforme Digitali per la Condivisione di Risorse

Alcune piattaforme digitali stanno sperimentando soluzioni di condivisione di risorse tra aziende. In pratica, le aziende in piccole città possono condividere lo stesso servizio di consegna, ottimizzando i viaggi dei corrieri e riducendo i costi. Questi sistemi di “consegna collaborativa” permettono a più aziende di sfruttare una singola rete di distribuzione, aumentando l’efficienza del trasporto delle merci.

Un progetto interessante è stato sviluppato a Sant Cugat del Valles, in Spagna. Questa città vicino a Barcellona ha visto l’introduzione di piattaforme digitali che permettono alle aziende locali di condividere servizi di consegna dell’ultimo miglio. Questo modello ha aiutato le piccole imprese a ridurre i costi di consegna e a migliorare l’efficienza, offrendo un servizio rapido e affidabile ai loro partner commerciali.

4. Utilizzo di Droni

Anche se ancora in fase sperimentale, l’uso di droni per le consegne B2B sta prendendo piede, soprattutto in aree meno accessibili o per consegne urgenti di componenti critici. Ad esempio, aziende come Zipline stanno testando droni per la consegna di forniture mediche in aree remote, un modello che potrebbe essere adattato anche alle piccole città per consegne specifiche tra aziende.
Tartu, una città di medie dimensioni in Estonia, ha sperimentato l’uso di droni per le consegne B2B di piccoli pacchi tra diverse strutture aziendali e mediche. Questo progetto ha permesso di testare l’efficacia dei droni in un contesto urbano meno congestionato, con risultati promettenti in termini di tempi di consegna ridotti e flessibilità operativa.

5. Magazzini Decentralizzati e Consegne On-Demand

Alcune aziende stanno sperimentando magazzini decentralizzati nelle piccole città per servire meglio i clienti locali. Questi magazzini permettono di mantenere una scorta di prodotti vicino ai clienti aziendali, consentendo consegne rapide su richiesta. Ad esempio, Flexe offre soluzioni di magazzinaggio on-demand che consentono alle aziende di accedere a spazi di stoccaggio temporanei per rispondere alle esigenze logistiche in modo più flessibile.

Rochester (Minnesota, USA) ha sperimentato un sistema di magazzini decentralizzati per migliorare le operazioni di consegna B2B tra le aziende locali. Utilizzando magazzini più piccoli e distribuiti, le aziende sono state in grado di rispondere più rapidamente alle richieste di consegna, riducendo i tempi di attesa e migliorando la soddisfazione dei clienti aziendali. Questo sistema è particolarmente utile per le imprese che devono consegnare materiali o prodotti in modo rapido e frequente.

6. Collaborazione tra Competitor

In alcune aree, aziende concorrenti stanno sperimentando forme di collaborazione nella logistica B2B per ottimizzare i costi e migliorare il servizio. Ad esempio, due aziende possono condividere un unico fornitore di servizi logistici per le consegne dell’ultimo miglio in una piccola città, suddividendo le spese e migliorando l’efficienza delle operazioni.

Gävle, una piccola città svedese, è stata al centro di un progetto di collaborazione tra aziende locali per la condivisione delle risorse logistiche. Le aziende hanno sperimentato un sistema di “logistica collaborativa”, dove più imprese condividono lo stesso servizio di consegna per ottimizzare i costi e ridurre l’impatto ambientale. Il progetto ha avuto successo nel migliorare l’efficienza e ridurre le emissioni di CO2.

7. Tecnologia Blockchain per la Tracciabilità

Alcune sperimentazioni nel B2B stanno introducendo l’uso della blockchain per migliorare la tracciabilità e la sicurezza nelle consegne dell’ultimo miglio. Questa tecnologia permette alle aziende di monitorare in tempo reale lo stato delle spedizioni, garantendo che le merci siano consegnate in modo sicuro e trasparente. Questo è particolarmente utile per le catene di fornitura complesse che coinvolgono più fornitori e partner logistici.

Queste sperimentazioni dimostrano come l’innovazione nella logistica dell’ultimo miglio non si limiti al B2C, ma stia trasformando anche il mondo B2B, specialmente in contesti come le piccole città dove la flessibilità e l’efficienza sono cruciali. Le sperimentazioni in queste località non solo migliorano l’efficienza delle operazioni logistiche, ma promuovono anche pratiche più sostenibili e collaborative.

L’uso delle cargo bike nella logistica ha preso piede negli ultimi anni, rivelandosi una soluzione vincente per la logistica urbana, grazie ai vantaggi che offrono in termini di efficienza (si muovono più velocemente dei furgoni nelle ore di punta e possono accedere a zone pedonali o a traffico limitato), sostenibilità (riduzione significativa di gas serra e del consumo di carburante), riduzione dei costi (minori costi di gestione e manutenzione rispetto ai veicoli a motore) e miglioramento della qualità della vita urbana (meno veicoli ingombranti sulle strade e un ambiente più pulito e tranquillo). In Italia, si sono sviluppati diversi sistemi di logistica tramite l’uso delle cargo bike:

  • Poste Italiane – Milano, Roma e Torino: ha avviato un progetto di consegna con cargo bike elettriche per migliorare l’efficienza delle consegne e ridurre le emissioni. Il progetto è stato implementato in diverse città italiane, tra cui Milano, Roma e Torino, con l’obiettivo di coprire soprattutto le aree urbane densamente popolate e le ZTL.
    Vantaggi: riduzione delle emissioni di CO2, miglioramento della puntualità nelle consegne, specialmente in aree con traffico limitato.
  • Milkman – Milano: una startup italiana specializzata in consegne a domicilio e logistica dell’ultimo miglio, ha integrato le cargo bike nella sua flotta di veicoli per le consegne a Milano. In particolare, le cargo bike sono utilizzate per garantire consegne rapide ed efficienti in centro città, evitando i problemi di traffico e le restrizioni delle ZTL.
    Vantaggi: consegne più rapide e rispettose dell’ambiente, evitando i costi e i tempi legati ai veicoli a motore tradizionali.
  • Urbico – Firenze: è un’azienda fiorentina che offre servizi di logistica urbana utilizzando esclusivamente veicoli sostenibili come cargo bike elettriche e veicoli a emissioni zero. Operano principalmente a Firenze, ma stanno espandendo le operazioni ad altre città italiane. Urbico si occupa della consegna dell’ultimo miglio per aziende di e-commerce e negozi locali.
    Vantaggi: zero emissioni, nessun impatto sul traffico e facilità di accesso alle zone pedonali e alle ZTL di Firenze. https://www.urbico.bike/
  • Ecologistica – Bologna: l’azienda Ecologistica si occupa di logistica sostenibile utilizzando una flotta di cargo bike per le consegne all’interno del centro storico e nelle ZTL. Collaborano con diverse attività commerciali locali, incluse librerie, negozi alimentari e altri esercizi che richiedono consegne frequenti.
    Vantaggi: riduzione dell’impatto ambientale, miglior gestione delle consegne in aree difficili da raggiungere con furgoni.
  • Tern Bicycles e Urban Bike Messengers – Milano: la collaborazione tra Tern Bicycles, azienda produttrice di bici cargo, e Urban Bike Messengers, corrieri urbani, ha portato all’adozione di cargo bike elettriche per le consegne cittadine. Questo progetto si è concentrato sulla logistica dell’ultimo miglio, offrendo un’alternativa sostenibile alle classiche flotte di veicoli.
    Vantaggi: maggiore agilità nelle consegne nei centri urbani, miglioramento della qualità dell’aria e riduzione del rumore.
  • Porta Natura – Torino e Genova: è un servizio di consegna a domicilio di prodotti biologici che opera principalmente a Torino e Genova. Utilizzano cargo bike elettriche per la consegna di alimenti freschi e biologici direttamente a casa dei clienti, riducendo le emissioni di CO2 e promuovendo un modello di logistica sostenibile.
    Vantaggi: consegne green, riduzione dei costi di gestione e un maggiore impatto positivo sulla sostenibilità.
  • Padova: è stato avviato un progetto di logistica collaborativa che vede l’uso di cargo bike elettriche per la distribuzione di merci nel centro storico. Il progetto coinvolge diverse piccole e medie imprese, cooperative e negozi locali, e permette di consolidare le consegne in un unico flusso, riducendo il numero di veicoli necessari.
    Vantaggi: riduzione del traffico urbano, minori emissioni e ottimizzazione delle consegne.
  • GreenTOTorino: è una piattaforma che si occupa di logistica a impatto zero, sfruttando le cargo bike per le consegne dell’ultimo miglio in città. Il servizio è rivolto sia alle aziende sia ai privati che desiderano un’alternativa ecologica per la consegna dei loro prodotti, dalle piccole merci ai pacchi più voluminosi.
    Vantaggi: sostenibilità, maggiore velocità nel traffico urbano e riduzione dell’impronta ambientale.
  • Trasporto merci Girardengo – Alessandria: ha lanciato un’iniziativa con cargo bike per consegne urbane sostenibili, sfruttando mezzi a pedalata assistita per coprire l’ultimo miglio in aree difficilmente accessibili dai furgoni.
    Vantaggi: sostenibilità e maggiore accessibilità nei centri storici e aree pedonali.

Risultano, pertanto, diversi benefici legati all’uso delle cargo bike, prima tra tutti la sostenibilità ambientale e la riduzione delle emissioni di CO2. Non meno importante la riduzione del traffico nelle città e un miglioramento complessivo della qualità della vita urbana. Fondamentale, inoltre, la possibilità di accesso alle zone ZTL e ai centri storici spesso caratterizzati da strade strette difficili da navigare con i veicoli a motore.

Questionario anonimo: Logistica sostenibile delle merci, una nuova sfida per la città ed il commercio.

“Questionario non più disponibile per la compilazione”.