
Cinque giovani donne riminesi – Alice Pari, Giulia Ricci, Carlotta Santolini, Ilaria Cappuccini e Matilda Banchetti – hanno scelto un nome evocativo per la loro impresa: “Mariscadoras”, come le raccoglitrici di molluschi galiziane che lottarono per i diritti nel settore della pesca. È un omaggio anche alle “poveracciaie” romagnole, donne di mare, forti e resilienti.
Con il progetto Blueat, nato come società benefit, hanno trasformato una sfida ecologica in un’occasione di impresa sostenibile. Hanno intuito che le specie aliene, come il granchio blu, minacciano gli ecosistemi e la piccola pesca costiera: hanno deciso di commercializzarle, trasformando un problema in una risorsa.
La loro scelta testimonia che l’imprenditoria può essere strumento di cambiamento positivo, capace di coniugare economia, ambiente e giustizia sociale. Giovani, determinate e creative, hanno aperto nuove prospettive per l’intera comunità.
Le Mariscadoras ci insegnano che il futuro nasce dall’audacia e dalla capacità di reinventare le tradizioni: il mare, da sempre fonte di vita e lavoro, diventa un laboratorio di innovazione e speranza.
“Sull’onda del cambiamento uniamo forza femminile, innovazione sostenibile e rispetto per la vita marina.”
Marisacadoras