Rigenerazione commerciale e urbana: i distretti del commercio


La rigenerazione commerciale e urbana attraverso i Distretti del Commercio rappresenta una strategia innovativa e integrata per rivitalizzare aree cittadine, rafforzare il tessuto economico locale e migliorare la qualità della vita urbana. Questo approccio è stato adottato in diverse regioni, in particolare in Italia, come un modo per affrontare il degrado urbano e il declino del commercio di vicinato, promuovendo uno sviluppo sostenibile e inclusivo.

I Distretti del Commercio sono aree urbane o rurali definite, nelle quali gli attori economici, le istituzioni locali e altri soggetti del territorio collaborano per promuovere e sostenere lo sviluppo del commercio e dei servizi. In questo contesto, la rigenerazione urbana viene attuata attraverso interventi volti a migliorare l’attrattività del territorio, la qualità dell’ambiente urbano e la competitività delle attività commerciali.

  1. Rilancio del commercio locale: Favorire la crescita delle piccole e medie imprese commerciali, valorizzando i negozi di vicinato e le attività storiche.
  2. Miglioramento della qualità urbana: Riqualificare spazi pubblici, migliorare l’arredo urbano, la sicurezza e la mobilità, rendendo le aree più vivibili e attraenti.
  3. Sviluppo sostenibile: Promuovere politiche che riducono l’impatto ambientale, come l’adozione di pratiche ecologiche, la mobilità sostenibile e la gestione dei rifiuti.
  4. Valorizzazione culturale e turistica: Integrare il commercio con le risorse culturali e turistiche del territorio, creando percorsi ed esperienze che attraggano visitatori e clienti.
  5. Inclusione sociale: Favorire la partecipazione della comunità locale, delle imprese e dei cittadini nella gestione e nel miglioramento del distretto.
  • Riqualificazione degli spazi pubblici: Restauro di piazze, strade e aree pedonali per renderle più accoglienti e fruibili, con l’obiettivo di attrarre visitatori e residenti.
  • Digitalizzazione: Creazione di piattaforme digitali per supportare il commercio, come marketplace locali, app per la promozione degli eventi e soluzioni innovative per la gestione dei flussi commerciali.
  • Eventi e manifestazioni: Organizzazione di eventi culturali, mercati tematici e festival che animano le aree del distretto e aumentano l’afflusso di persone.
  • Formazione per gli operatori: Offerta di corsi di formazione e aggiornamento per i commercianti e gli operatori locali, con l’obiettivo di migliorare le competenze digitali e di gestione.
  • Collaborazione pubblico-privato: Integrazione delle risorse e competenze del settore pubblico con quelle del privato, attraverso partnership per la promozione e lo sviluppo dei distretti.
  1. Aumento della competitività commerciale: Attraverso interventi mirati, i distretti possono creare una rete di imprese più forti e competitive, favorendo la cooperazione e lo sviluppo di nuove attività.
  2. Riduzione del degrado urbano: La riqualificazione degli spazi pubblici e l’integrazione di attività culturali e commerciali contribuisce a ridurre il degrado e migliorare la percezione della qualità della vita urbana.
  3. Incentivazione del turismo locale: La promozione di eventi, insieme alla valorizzazione del patrimonio culturale, attrae un numero maggiore di visitatori, generando benefici per l’intera economia locale.
  4. Miglioramento della coesione sociale: I distretti favoriscono la partecipazione attiva della comunità, rafforzando il senso di appartenenza e la coesione tra cittadini e operatori economici.

La rigenerazione commerciale e urbana tramite i distretti del commercio è una delle risposte più efficaci alle sfide che oggi affrontano le città in termini di competitività, sostenibilità e qualità della vita. Attraverso strategie integrate e una forte collaborazione tra diversi attori, i distretti possono ridare vita ai centri urbani, creando spazi più inclusivi e attrattivi sia per i residenti che per i visitatori.




In arrivo sostegni importanti per le imprese. Una nuova legge che non va vista solamente come contenitore di aiuti a fondo perduto, bensì come grande opportunità di rigenerazione e riqualificazione del territorio, unendo in progettualità sinergiche la parte pubblica a quella privata del tessuto economico cittadino.

Imprenditori e amministratori hanno partecipato insieme in gran numero al convegno “La città che cambia. Il commercio al centro dell’economia urbana – La nuova Legge regionale e i contributi per le imprese” organizzato da Confcommercio della provincia di Rimini e CAT Confcommercio Rimini con il patrocinio di Regione e Provincia, per entrare nei dettagli della nuova Legge della Regione Emilia Romagna sullo sviluppo dell’economia urbana. Auditorium “Campana” gremito per ascoltare come il nuovo dispositivo regionale impatterà sulle città e sui borghi del territorio per valorizzare i luoghi e sviluppare l’economia locale legata alle piccole e micro imprese nel segno di quella sinergia pubblico-privato alla base della Legge.

Sono in arrivo sostegni importanti per le imprese del commercio di prossimità e per i pubblici esercizi che comprendono anche le discoteche. Questa nuova legge non va però vista solamente come contenitore di aiuti a fondo perduto, bensì come grande opportunità di rigenerazione e riqualificazione del territorio, unendo in progettualità sinergiche la parte pubblica a quella privata del tessuto economico cittadino. Si tratta di un nuovo modo di approcciare allo sviluppo delle nostre realtà, della nostra comunità, con tanti attori che insieme contribuiranno alla riqualificazione e alla valorizzazione del contesto in cui vivono e operano portando benefici a tutti. Non ultimo il ruolo delle associazioni, sempre più fondamentali come collettori tra piccole imprese e amministrazioni, sia in ausilio agli imprenditori, sia come collaborazione per il pubblico nella definizione degli obiettivi strategici e nella realizzazione degli interventi.

A spiegare nei dettagli il provvedimento regionale è stato l’assessore al Commercio e al Turismo, Andrea Corsini: “Abbiamo voluto mettere mano alla Legge 41 del 1998, che è stata importantissima nel sostegno alle piccole imprese e di cui per questo abbiamo confermato alcuni ambiti, ma che andava rinnovata per stare al passo con i grandi cambiamenti avvenuti in questi anni. L’obiettivo di questa nuova Legge sull’economia urbana, votata all’unanimità, è aprire una fase nuova sostenendo l’ossatura della nostra economia che è formata dalle piccole e micro imprese, evidenziando anche il loro grande valore per la comunità. Lo faremo attraverso i bandi, il primo dei quali di 18 milioni di Euro uscirà a giorni e andrà a co-finanziare gli investimenti delle imprese di commercio e pubblici esercizi che da anni ormai stanno vivendo oggettive difficoltà. Sosterremo vari ambiti, dalle opere murarie agli impianti, dalle attrezzature agli arredi. Successivamente, attraverso i decreti attuativi, prima dell’estate arriveremo a delineare concretamente quelli che abbiamo chiamato “hub urbani” e “hub di prossimità”, ovvero luoghi decisi dai Comuni d’intesa con le associazioni di categoria, nei centri storici o anche nelle periferie, che presenteranno progetti di riqualificazione e rigenerazione urbana migliorando aspetti come accessibilità, mobilità, parcheggi. La Regione sosterrà questi progetti che andranno presentati in forma aggregata, non solo al momento della progettualità, ma anche nello sviluppo con un ulteriore bando da 40 milioni di euro su tre anni. Si aprirà così una fase nuova per le nostre città. Non pretendiamo che questa Legge da sola sia risolutiva di dinamiche sociali e cambiamenti più grandi di noi, ma si prefigge di sostenere le piccole imprese dando loro una mano a stare sul mercato con idee nuove e incentivi economici importanti e mirati”.

“Come Provincia di Rimini siamo orgogliosi che la Regione abbia presentato qui questa nuova Legge – ha detto la consigliera provinciale Alice Parma -. Una Legge che guarda ai bisogni attuali delle nostre città, dei nostri borghi, ovvero dei nostri centri commerciali naturali che sono anche i luoghi abituali d’incontro delle persone, delle famiglie. La nostra economia è basata sulle micro e piccole imprese, che rendono vie e piazze cuori pulsanti della comunità e il legislatore ha voluto agire su fattori importanti come accessibilità, inclusione, sostenibilità ambientale, attivando un circolo virtuoso che porta occupazione e vivibilità. È arrivato il momento giusto per ripensare al commercio che ha bisogno, lo dicono i numeri, di una modifica sostanziale. Insieme il pubblico, le associazioni e gli imprenditori hanno ora la possibilità di dare impulso a questo sviluppo”.

Marco Leoni, presidente della società di ricerca e consulenza nel settore distributivo Iscom Group, ha mostrato alcuni esempi di provvedimenti simili sul territorio italiano, andando nello specifico dei vari casi regionali. “Gli Hub saranno caratterizzati da una pluralità di funzioni e soggetti rispetto ai quali le attività commerciali fungono da motore per accrescerne attrattività, rigenerare il tessuto urbano, garantire integrazione e valorizzazione delle risorse presenti sul territorio per rispondere alle esigenze quotidiane delle persone. In più, non viene dimenticato il ruolo fondamentale della formazione, in particolare sulla transizione verde e digitale. La creazione di questi nuovi spazi di vita e di servizi permetterà di rispondere ai bisogni del cittadino mettendo al centro il ruolo proattivo della comunità. Tutti insieme ci rimboccheremo le maniche per non disperdere gli importanti obiettivi fissati dal legislatore, che ha compreso come pubblici esercizi e attività commerciali di prossimità possano fungere da propulsore per la rigenerazione dei territori”.





Cities è il percorso di Confcommercio che considera la città come “laboratorio del cambiamento” e si propone come piattaforma di conoscenza multidisciplinare per migliorare i centri urbani e sostenere le economie di prossimità.

Con questo progetto Confcommercio mette la propria competenza al centro di un dibattito con le istituzioni e con l’opinione pubblica come autorevole soggetto di rappresentanza. Promuove una nuova visione della città, sostenendo politiche urbane e territoriali per migliorare l’ambiente urbano e la vita dei cittadini, favorendo iniziative per lo sviluppo delle economie locali.

Cities: obiettivi e linee di attività

Considerando le città come luoghi di rilancio del Paese, il terziario di mercato come la leva del loro sviluppo e Confcommercio come soggetto di rappresentanza che promuove i valori innovativi del vivere urbano, il progetto Cities si pone tre obiettivi principali a cui corrispondono tre linee di attività:

1. Conoscenza

Comprendere i fenomeni che incidono sull’attuale assetto delle città e tracciare scenari evolutivi del futuro del terziario di mercato e delle aree urbane.

Linea di attività 1 | Analisi

2. Proposta

Definire, con gli attori locali, soluzioni di miglioramento ai problemi urbani e applicarle sul campo.

Linea di attività 2 | Sperimentazione

3. Diffusione

Generare cultura sul protagonismo del terziario di mercato nelle città, nel Sistema e nel Paese, attraverso la condivisione di proposte e indirizzi di portato fortemente innovativo nei contenuti e nel linguaggio.

Linea di attività 3 | Condivisione

Tutte le attività del progetto Cities saranno, infine, promosse attraverso un piano di comunicazione e un programma di eventi a livello nazionale per comunicare l’impegno del Terziario di mercato per una visione moderna e positiva del contesto urbano.