
Nata a Zurigo nel 1912, Margherita Zoebeli cresce in un ambiente profondamente segnato dalle conseguenze della Prima Guerra Mondiale. Fin da giovane mostra un grande senso di responsabilità verso i più fragili, dedicandosi con impegno a bambini e famiglie in difficoltà. Negli anni ’30 organizza doposcuola e campeggi per i figli degli operai, creando spazi di crescita serena. Nel 1945 giunge a Rimini, città segnata dalle macerie della guerra e dà vita a un sogno visionario: il Centro Educativo Italo-Svizzero (CEIS). Un vero villaggio aperto a bambini, famiglie, studenti e insegnanti, costruito sulla convinzione che l’educazione sia il primo mattone per ricostruire la società.
Il CEIS diventa presto un punto di riferimento internazionale. Lontano dai rigidi schemi della scuola del dopoguerra, Margherita propone una pedagogia innovativa, basata su libertà, cooperazione e crescita integrale della persona.
Per decenni, il suo lavoro ha seminato fiducia e dignità, dando voce a chi non ne aveva. Numerosi i riconoscimenti con cui si è voluto onorare il suo impegno: nel 1963 le fu riconosciuta la cittadinanza onoraria di Rimini per il lavoro svolto al Centro educativo a favore della città, nel 1989 insieme a Mario Lodi e Paulo Freire fu premiata con la laurea ad honorem in Pedagogia, assegnata dall’Università di Bologna, nel 1993 riceve la Medaglia d’Oro con Diploma di Benemerenza di Prima Classe della Repubblica Italiana e nel 1995 la Fondazione Dr. J.E. Brandenberger la premia con un riconoscimento per la sua missione disinteressata in aiuti post-guerra e per la promozione di metodi moderni di istruzione. Margherita muore nel 1996, ma il CEIS continua a portare avanti la sua eredità, accogliendo nuove generazioni. La sua storia ci insegna che l’educazione è un atto di speranza e di coraggio che può cambiare il destino di una società.
“L’educazione è capace di cambiare il mondo.”
Margherita Zoebeli