Rimini, 7 agosto 2026 – «Accogliamo con grande soddisfazione l’approvazione della graduatoria regionale dei progetti per l’attivazione e lo sviluppo degli Hub urbani e di prossimità per il biennio 2026-2027, che finanzia anche i progetti dei Comuni di Rimini, Riccione e Cattolica.
È un risultato importante per l’intero territorio provinciale e rappresenta il passaggio decisivo dalla fase della progettazione a quella della concreta attuazione della nuova Legge regionale sull’Economia urbana».
Così il presidente di Confcommercio della provincia di Rimini, Giammaria Zanzini, commenta l’esito del primo bando regionale dedicato agli hub riconosciuti nel 2025. La Regione Emilia-Romagna ha incrementato la dotazione iniziale da 14 a oltre 21 milioni di euro, finanziando tutti i 43 progetti ammissibili, relativi complessivamente a 58 hub, e attivando investimenti per oltre 40 milioni di euro.
«Il nostro ringraziamento – sottolinea Zanzini – va all’assessora regionale al Turismo e al Commercio Roberta Frisoni, che ha creduto fortemente in questa strategia e ha lavorato per reperire le risorse aggiuntive necessarie a sostenere tutti i progetti presentati. La scelta di non lasciare indietro nessun territorio dimostra una visione concreta e lungimirante: la vitalità del commercio di prossimità non riguarda solamente le imprese, ma la qualità della vita, la sicurezza, l’identità e l’attrattività delle nostre città».
«Il finanziamento, però, deve essere considerato un punto di partenza e non un punto di arrivo – prosegue Zanzini.– da tempo sosteniamo che gli hub non debbano ridursi a semplici contenitori di lavori pubblici, eventi o contributi. Rappresentano una straordinaria opportunità di programmazione urbana e pianificazione commerciale, attraverso la quale amministrazioni, associazioni di categoria e imprese possono costruire insieme una precisa identità per ogni area della città».
«Occorre decidere quale offerta vogliamo proporre nei quartieri, nelle zone turistiche e nei centri storici, quali attività sostenere, quali delimitare, quali servizi mancano, e quali imprese possono contribuire a qualificare e valorizzare i luoghi.
Un hub funziona davvero quando riesce a salvaguardare le attività esistenti di qualità, a favorire la continuità aziendale, il ricambio generazionale e, contemporaneamente, ad attrarre nuove aperture coerenti con la vocazione commerciale, culturale, sociale e turistica dell’area».
Una posizione che Confcommercio Rimini ha sviluppato nel documento “La città che cambia”, presentato alle amministrazioni locali della provincia. La proposta individua negli hub urbani e di prossimità, i perimetri ideali nei quali introdurre regolamenti e misure calibrati sulle caratteristiche dei singoli territori, intervenendo sul decoro, sugli insediamenti delle nuove attività, sui trasferimenti e ampliamenti, sull’occupazione del suolo pubblico, sui controlli e sul sistema degli incentivi.
«Non possiamo limitarci a riqualificare una piazza o una strada – evidenzia Zanzini – per poi lasciare che l’offerta commerciale si sviluppi senza alcuna visione. Il rischio è investire risorse pubbliche nello spazio urbano senza intervenire sui fenomeni di progressiva omologazione e standardizzazione al ribasso che stanno facendo perdere identità a molte aree delle nostre città».
«Servono regole chiare e proporzionate, che consentano di limitare, nei contesti più delicati e secondo le possibilità offerte dalla normativa, l’insediamento e la proliferazione di attività dequalificanti o non coerenti con la vocazione dell’area. Allo stesso tempo, occorrono incentivi capaci di premiare le attività che investono sulla qualità dei prodotti e dei servizi, sul decoro, sull’innovazione, sulla professionalità e sulla stabilità occupazionale».
Per Confcommercio è inoltre necessario utilizzare la nuova programmazione per contrastare il fenomeno delle attività cosiddette “apri e chiudi”, i continui cambi di ragione sociale, l’abusivismo e tutte le pratiche che alterano la concorrenza e penalizzano le imprese sane e rispettose delle regole.
«Qualificare l’offerta, attuare una pianificazione commerciale di qualità, non significa difendere rendite di posizione o chiudere il mercato – precisa Zanzini –.
Significa governare le trasformazioni nell’interesse generale, tutelando la libera iniziativa economica insieme al decoro, alla legalità, alla sicurezza e al patrimonio commerciale e identitario delle nostre comunità.
Non possiamo accettare che aree di grande valore storico o turistico vengano progressivamente colonizzate da attività di bassa qualità, tutte uguali e prive di un reale legame con il territorio».
Il documento di Confcommercio individua proprio tra gli obiettivi principali il contrasto alla desertificazione e alla “colonizzazione commerciale degradante”, la qualificazione congiunta dell’offerta commerciale e turistica, il sostegno alle attività esistenti non standardizzate e l’incentivazione di nuove aperture capaci di accrescere la qualità complessiva dei luoghi.
«Siamo pronti a fare la nostra parte – conclude Zanzini – mettendo a disposizione delle amministrazioni la conoscenza quotidiana delle imprese e delle dinamiche commerciali.
Rimini, Riccione e Cattolica hanno ora la possibilità di diventare laboratori avanzati di una nuova politica urbana, nella quale commercio, turismo, cultura, servizi e qualità dello spazio pubblico concorrano a un’unica strategia di sviluppo».
«Ringraziamo nuovamente l’assessora Roberta Frisoni per il lavoro svolto, così come le amministrazioni comunali che hanno presentato i progetti. Ora è il momento di trasformare le risorse ottenute in risultati duraturi. Perché sostenere il commercio di prossimità significa mantenere accese le vetrine, generare relazioni e servizi, aumentare la sicurezza e difendere il futuro delle nostre città».